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"TRAMA IMPERFETTA" di Rocco Ballacchino

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pagg. 224 coll. I Tascabili Noir € 10,90 Isbn 9788869430794

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Il commissario Sergio Crema e il critico cinematografico Mario Bernardini sono di nuovo i protagonisti di una storia in cui nulla è come appare. Tutto nasce dal ritrovamento di una ciocca di capelli e di un misterioso messaggio, lasciati sotto un monumento in piazza Carlo Alberto, durante uno dei temporali che flagellano quotidianamente Torino in un’estate piovosa come se ne vedono poche. È l’inizio di una guerra psicologica contro un avversario senza identità che utilizza i monumenti dedicati ai personaggi del Risorgimento per lanciare la propria sfida alle forze dell’ordine. Dopo qualche tentennamento iniziale la polizia riesce però a collegare quegli indizi alla recente sparizione di due persone. A far da sfondo a un’indagine assai intricata ci sono le vicende sentimentali dei due protagonisti. Il commissario Crema continua a fronteggiare una pericolosa attrazione nei confronti della dottoressa Bonamico, mentre Mario Bernardini è alle prese con le proposte indecenti di una giovane e attraente attrice. Nonostante ciò proveranno, tra mille difficoltà, a scoprire l’unico errore commesso dal loro nemico: una leggerezza che rende quel piano, all’apparenza inattaccabile, una trama imperfetta.


Rocco Ballacchino. laureato in Scienze della comunicazione, ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste. Ha curato la sceneggiatura dei cortometraggi Poison (2009) e Doppio Inganno (2010). È autore dei gialli, editi da Il Punto - Piemonte in Bancarella, Crisantemi a Ferragosto (2009), Appello mortale (2010) e Favola Nera (2012), quest’ultimo scritto a quattro mani con il giornalista Andrea Monticone. I suoi ultimi due noir, Trappola a Porta Nuova (2013) e Scena del crimine - Torino piazza Vittorio (2014), sono stati pubblicati da Fratelli Frilli Editori. È tra i fondatori del gruppo di scrittori ToriNoir con cui ha pubblicato la MemoNoir2015 e l’antologia di racconti La morte non va in vacanza (2015 Golem edizioni).

"ZENA 1814" di Andrea Acquarone

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pagg. 100 coll. Storie di Storia € 9,90 Isbn 9788869430947

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Nell’era della globalizzazione, mentre sono in atto forze che tendono a uniformare non solo le convenzioni commerciali, ma anche il legato culturale dei popoli, diventa fondamentale riscoprire l’appartenenza a quelle “nazioni naturali” forgiatesi nei secoli. Il racconto del modo in cui i liguri persero la loro secolare indipendenza è dunque il primo atto per riappropriarsi della memoria storica e del punto di vista di quella stessa nazione, che in seguito non ebbe più modo di far sentire la sua voce. Una lettura affascinante, ricca di emozioni, di immagini e documenti originali, in cui si riprende in mano il filo di un discorso lungo mille anni e consumatosi negli otto mesi fatidici del 1814. Ma che non si è ancora spezzato.


Andrea Acquarone (Genova, 1983), studioso di fenomeni economici e politici, ha dedicato gli anni dal 2007 al 2011 all’elaborazione di un modello di economia generale, esposto nel libro La Ricchezza delle Persone e in vari scritti specialistici. Si è occupato in seguito dell’attuazione pratica del modello concentrandosi sulla realtà ligure, fondando il movimento Che l’inse! nell’ottobre del 2013. Attualmente, oltre agli impegni radiofonici e documentaristici, tiene la rubrica settimanale Parlo Ciæo su “Il Secolo XIX”.

"UNA MALA JURNATA PER PORTANOVA. SIRACUSA, 1964" di Alberto Minnella

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pagg. 170 coll. I Tascabili Noir € 9,90 Isbn 9788869430749

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“Portanova è uno di quei commissari deliziosamente contemplativi, apparentemente neghittosi, coscienti che le azioni umane scaturiscono solo in parte dal libero arbitrio, ma in misura maggiore da un’oscura metafisica”. (Valerio Varesi)

 

Siracusa, giugno 1964. Due giorni dopo l’attracco della nave Esperia, mentre al Teatro Greco si rappresenta la Medea di Euripide, alla Marina viene ripescato il corpo senza vita di un ragazzo. È quello di Sebastiano Spicuglia, figlio di un cordaro della città. Tra le caotiche indagini al porto, la scomparsa del padre del ragazzo, l’ambiguità dell’imprenditore Angelo Alessi e l’arrivo del nuovo giudice istruttore Piccolo, le cose al commissariato Abela si faranno sempre più asfissianti. A rendere ancora più calda la complicata estate del taciturno commissario Portanova si metteranno di mezzo la sempre più forte malinconia che gli soffoca la gola e l’affascinante vedova del piano di sopra Lucia Scollo. Il commissario e il suo sigaro Toscano, lontani dalla moglie Carla, dovranno fare i conti con un apparente caso senza fine, dove niente è come sembra.

 

Alberto Minnella, nato ad Agrigento il 12 novembre
 1985, ha lavorato come giornalista per il Giornale di Sicilia e il Corriere di Sicilia e come
 critico musicale per il Megafono.org, La grande testata e Indie for Bunnies. Ha studiato musica moderna a Parigi all’accademia di batteria Dante Agostini. Un suo racconto Il negozio del fotografo è stato finalista per il premio Città di Palermo edito dall'Università di Milano e da Subway-Letteratura. Ha pubblicato nel 2013 il suo romanzo d’esordio Il gioco delle sette pietre, Siracusa 1964, edito da Fratelli Frilli Editori, che vede per la prima volta come protagonista il commissario di polizia Paolo Portanova.

" BOLOGNA NON C'E' PIù " di Massimo Fagnoni

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pagg. 224 coll. I Tascabili Noir € 11,90 Isbn 9788869430763

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Pietro Ricci educatore, cinquantenne, laureato in filosofia, è bravissimo nel suo lavoro, non c’è nessuno in grado di gestire pazienti psichiatrici come lui, ma non è contento né del suo lavoro, né della sua vita. L’unica vera soddisfazione è un seminario organizzato da lui sul terrorismo delle Brigate Rosse, dove ha conosciuto tante persone interessate all’argomento e tante persone scontente, come lui, della propria vita. Pietro incrocia Trebbi in piscina dopo un allenamento e scambiano due chiacchiere. Due sconosciuti bolognesi davanti alla macchinetta del caffè. Inizia così la seconda indagine di Galeazzo Trebbi che questa volta dovrà fare i conti con il passato, quel passato recente che tanto ha segnato la storia del nostro paese e che lui conosce bene. Trebbi dovrà scoprire cosa si sta muovendo a Bologna fra i gruppi della sinistra più marginale ed estrema, fra le inquietudini e le frustrazioni dei nuovi poveri, sempre più poveri e sempre più arrabbiati, dovrà capire cosa sta per esplodere nella sua città e dovrà farlo in fretta. Il commissario Guerra sarà ancora al suo fianco per cercare di svelare la realtà, quella che nessuno vuole venga rivelata. Mentre Trebbi si trova suo malgrado ad affrontare un’ indagine dai risvolti politici inaspettati viene assunto da una famiglia dell’alta borghesia bolognese per vegliare sul loro giovane rampollo, e si trova costretto nuovamente a fare i conti con la sua occulta umanità. Sarà un inverno difficile quello di Trebbi, e la conclusione … quella come al solito non sarà né facile, né scontata.


Massimo Fagnoni, classe 1959, bolognese, laureato in Filosofia, ha lavorato per quasi vent’anni nei servizi sociali e psichiatrici della sua città. Da tredici anni fa parte della Polizia Locale bolognese. Dalla collaborazione con le forze dell’ordine è nato il desiderio di narrare storie noir: Bologna all’inferno (Giraldi, 2010), La ragazza del fiume (0111 edizioni, 2010), Belva di città (Eclissi, 2010), primo romanzo della serie del maresciallo Greco che nel 2011 ha vinto il primo premio al concorso letterario “Lomellina in giallo”, Cielo d’agosto (Eclissi, 2012), Solitario bolognese. La luna la neve e altri racconti (Giraldi, 2013), Lupi neri su bologna (Minerva, 2013) Il silenzio della Bassa (Fratelli Frilli Editori, 2014) e Vuoti a perdere (Eclissi, 2015).

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